BEL – Bolzano – Produciamo etichette da 60 anni

Consigli, info e aggiornamenti sul mondo delle etichette

Le inefficienze nella catena del freddo possono generare perdite significative durante trasporto e stoccaggio. Sapevi che si può arrivare a picchi stimati fino al 20–25% in alcune fasi logistiche? Questo significa che un sacco di cibo potrebbe andare sprecato a causa di un’errata movimentazione dei prodotti.

Tra le inefficienze, c’è anche l’utilizzo di etichette inadeguate, che staccandosi o deteriorandosi rendono i prodotti invendibili. Quindi non devi pensare solo a un freezer che si guasta, ma anche a variabili più sottili!

Per le etichette non si tratta infatti solo di resistere al freddo, ma anche di mantenere adesione, leggibilità e integrità nel tempo, nonostante un’esposizione continua a umidità, condensa e sbalzi termici. È facile comprendere che un’etichetta standard non può assolutamente assicurare performance di questo tipo.

Per questo, progettare un’etichetta per surgelati richiede un’attenzione particolare, perché combina le sfide di compatibilità dell’etichettatura alimentare a quelle dell’etichettatura ad alte performance.

A quali temperature si conservano i surgelati?

Come sappiamo tutti, i prodotti surgelati devono essere conservati a temperature molto basse e costanti. La normativa europea, a partire dalla Direttiva 89/108/CEE della Commissione europea, stabilisce come riferimento una temperatura di –18 °C o inferiori lungo tutta la catena del freddo.

Anche l’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare che fornisce valutazioni scientifiche indipendenti sui rischi legati agli alimenti, ribadisce che il mantenimento di queste temperature è essenziale per preservare sicurezza e qualità degli alimenti.

Va però considerato che l’etichetta dei prodotti surgelati è esposta non solo al freddo continuo, ma anche a condizioni variabili durante trasporto e movimentazione, dove possono verificarsi micro-sbalzi termici e la comparsa di condensa. Anche se queste condizioni di sbalzo non dovrebbero essere troppo intense per non compromettere l’integrità di conservazione dei cibi, vanno comunque tenute in considerazione per scegliere l’etichetta giusta.

Cosa succede se l’etichetta non è adeguata

Quando materiali e adesivi non sono progettati per resistere alle basse temperature, le criticità sull’etichetta emergono rapidamente e in modo visibile.

I problemi più frequenti riguardano il distacco dell’etichetta, soprattutto su superfici leggermente umide, il sollevamento dei bordi e la perdita di leggibilità. Questo significa che vengono compromessi anche codici a barre e dati importanti, con conseguenze dirette sulla tracciabilità, che possono portare il prodotto a non essere più commerciabile.

La temperatura di applicazione e quella di esercizio incidono in modo determinante sulle prestazioni degli adesivi. Un sistema progettato per la temperatura ambiente può non funzionare correttamente sottozero. È per questo che una delle variabili più importanti da considerare in fase di progettazione riguarda il momento dell’applicazione dell’etichetta.

Applicarla prima del congelamento consente all’adesivo di sviluppare correttamente la propria adesione su una superficie asciutta e stabile. È la soluzione più semplice e affidabile nella maggior parte dei casi.

L’applicazione dopo il congelamento è comunque possibile, ma richiede adesivi specifici, progettati per aderire anche su superfici fredde o leggermente ghiacciate. In questo caso è fondamentale distinguere tra temperatura minima di applicazione e temperatura di esercizio.

Quali materiali utilizzare per un’etichetta che resiste in freezer?

I materiali più utilizzati per i pack da surgelati sono ovviamente quelli in grado di mantenere stabilità, cioè non deteriorarsi, e resistenza all’umidità. Dal momento che si parla di packaging alimentare, è anche necessario assicurarsi che i materiali scelti per l’etichetta siano sempre a norma di legge e compatibili con l’utilizzo in questo ambito.

Per il frontale, i film plastici, come PE e PP, sono spesso tra i materiali preferiti perché conservano una buona flessibilità anche a basse temperature e resistono meglio alla condensa. Anche le carte possono essere utilizzate, ma richiedono trattamenti specifici e devono essere scelte in una combinazione adeguata con l’adesivo per evitare deformazioni o perdita di prestazioni.

Ancora più decisiva è la selezione dell’adesivo: nei surgelati si utilizzano spesso formulazioni hot melt a base gomma, apprezzate per l’elevata adesività iniziale anche su superfici difficili, ma temperatura ambiente. Quando l’applicazione deve essere fatta su prodotto già freddo o in ambienti sottozero, è invece necessario ricorrere ad adesivi specifici per basse temperature, progettati per aderire correttamente anche in condizioni critiche e mantenere la presa nel tempo.

Per quanto riguarda la stampa, non esistono veri e propri “inchiostri per freezer”, ma sistemi più o meno adatti: le tecnologie UV garantiscono una buona resistenza a umidità, abrasioni e sbalzi termici, mentre è importante evitare formulazioni o vernici troppo rigide che, irrigidendosi ancora di più al freddo, potrebbero compromettere la leggibilità o l’integrità dell’etichetta.

La performance dell’etichetta non dipende da un singolo elemento, ma dall’equilibrio tra supporto, adesivo e sistema di stampa, che devono essere progettati come un insieme coerente in funzione del ciclo di vita reale del packaging.

Quando deve essere applicata su prodotti surgelati, l’etichetta deve funzionare in condizioni che mettono alla prova ogni suo componente. Non è sufficiente che aderisca: deve rimanere stabile e leggibile lungo tutta la filiera, oltre ad essere compatibile con l’impiego in ambito alimentare.

Per questo motivo la progettazione non può essere standardizzata. Deve partire da un’analisi attenta delle condizioni reali di utilizzo, e solo così è possibile evitare problemi operativi e garantire continuità, qualità, tracciabilità e di conseguenza anche sicurezza degli alimenti.

Anche per le etichette che devono andare in freezer, noi di BEL possiamo fornire una soluzione progettata e testata con cura, perfettamente customizzata per l’uso che ne deve fare il cliente. Questo grazie al nostro esclusivo processo di progettazione e realizzazione Easy LaBEL System, che ci permette di fornire etichette sicure e ad alte prestazioni.

Con Easi LaBEL System ti assicuriamo sempre:

  • Consulenza e assistenza;
  • Selezione e test dei materiali;
  • Flessibilità e massima personalizzazione;
  • Ottimizzazione degli acquisti del cliente;
  • Sistema di controllo e gestione delle non conformità.

Per chi produce o confeziona prodotti alimentari che devono essere sottoposti a un processo di pastorizzazione, l’etichetta è uno degli elementi che possono creare più problemi lungo la filiera. Se non è stata progettata per resistere alle condizioni reali del processo, che rende sicuri per il consumo gli alimenti ma che mette alla prova le confezioni, l’etichetta può addirittura rendere non commerciabile un prodotto.

I diversi tipi di pastorizzazione

La pastorizzazione non è un processo unico, ma può essere eseguita in diversi modi a seconda del prodotto da pastorizzare. Esistono tre principali tipologie di pastorizzazione, che si distinguono per temperatura e tempo di esposizione. La pastorizzazione bassa prevede il riscaldamento a 60-65°C per 30 minuti, e si usa solitamente per vino e birra (è infatti in grado di evitare di alterarne le caratteristiche organolettiche). La pastorizzazione alta porta il prodotto a 75-85°C per 2 o 3 minuti e la rapida arriva a 75-85°C per circa 15-20 secondi.

Anche le modalità e le tecnologie con cui viene eseguita la pastorizzazione sono di diverso tipo:

  • Immersione o spruzzo di acqua calda: il prodotto viene immerso in vasche o investito da getti d’acqua calda, garantendo una distribuzione uniforme del calore su tutta la superficie. È la soluzione preferita per i piatti pronti sottovuoto e per i prodotti confezionati in vetro.
  • Vapore o aria calda: il calore viene trasferito indirettamente attraverso vapore o aria riscaldata. È particolarmente indicato per imballaggi in plastica resistente al calore, o dove il contatto diretto con l’acqua potrebbe creare problemi.
  • Pastorizzazione in autoclave: sfrutta vapore o acqua in pressione per trattare gli alimenti in modo efficace e uniforme. È il metodo più utilizzato per contenitori in metallo o in vetro.

Questi dati non sono solo curiosità tecnica: per chi ha bisogno di un’etichetta, conoscere il tipo di pastorizzazione a cui sarà sottoposto il packaging è il punto di partenza per scegliere i materiali giusti e per evitare errori.

Prima o dopo? La domanda che cambia tutto

Oltre a quelle che abbiamo appena visto, una delle variabili più critiche nella progettazione di un’etichetta per prodotti pastorizzati è il momento di applicazione. In molti processi industriali, la pastorizzazione avviene dopo che il prodotto è già stato etichettato: questo significa che l’etichetta deve sopportare lo shock termico del riscaldamento, l’umidità del vapore, e poi il raffreddamento rapido, spesso su superfici già bagnate o in condizioni di condensa.

In altri casi, invece, l’etichetta viene applicata al prodotto già pastorizzato e raffreddato. In questo scenario i requisiti cambiano: il problema principale non è la resistenza al calore, ma la capacità di aderire su superfici fredde, umide o bagnate se l’etichetta deve essere applicata in tempi ristretti.

È essenziale chiarire questo punto sin dall’inizio del progetto con l’etichettificio. Una scelta sbagliata o un materiale non testato per le condizioni reali di applicazione possono tradursi in etichette che si sollevano, si staccano, si arricciano o diventano illeggibili durante o dopo il processo.

Le variabili da tenere sotto controllo

Oltre alla temperatura e al timing di applicazione, ci sono altre variabili che influenzano le prestazioni di un’etichetta quando deve sopportare lo stress della pastorizzazione:

  • Tipo di superficie del packaging: vetro, plastica rigida o film flessibile interagiscono in modo diverso con l’adesivo.
  • Umidità: è presente solo durante il processo termico o anche nelle fasi di raffreddamento e conservazione? È importantissimo saperlo.
  • Sbalzi termici: il ciclo riscaldamento-raffreddamento sollecita i materiali in modo significativo, soprattutto se ripetuto.
  • Detergenti: i contenitori vengono spesso lavati prima dell’etichettatura, e i residui di prodotti chimici possono compromettere l’adesione.

Quali sono i materiali più indicati per etichette resistenti alla pastorizzazione?

Una volta analizzato con attenzione tutto il ciclo di vita dell’etichetta, si può passare alla selezione dei materiali da utilizzare per realizzarla.

Per quanto riguarda il frontale, i film sintetici in polipropilene (PP) e polietilene (PE) sono generalmente preferiti alla carta, perché resistono all’umidità e tendono a non deformarsi con le variazioni di temperatura. Il PE ha una migliore adattabilità alle superfici curve, mentre il PP garantisce una resa cromatica superiore ed è adatto anche a finiture trasparenti per il cosiddetto “no-label look”. In alternativa ai film sintetici, anche le carte barrierate rappresentano una soluzione valida, ma vanno abbinate a una finitura corretta. La scelta tra verniciatura e plastificazione influisce in modo determinante sulla resistenza complessiva dell’etichetta nelle condizioni del processo.

Anche sul fronte dell’adesivo la scelta richiede una competenza elevata. Ad esempio, esistono delle tipologie di adesivi hot melt (cioè solidi a temperatura ambiente e in grado si sciogliersi e attivarsi con il calore) appositamente sviluppati per contesti come la pastorizzazione. Un adesivo UV-hot melt è molto performante e può garantire una buona adesione anche quando le etichette vengono applicate su superfici bagnate. Un’indicazione generale può essere quella di scegliere un adesivo a base gomma e non a base acqua, ma, come per il frontale, è necessario studiare approfonditamente i materiali per selezionarli.

L’inchiostro non fa eccezione: un’etichetta tecnicamente performante deve non solo avere un inchiostro compatibile con l’applicazione sugli alimenti ma anche mantenere la sua leggibilità dopo il processo di pastorizzazione. Inchiostri che sbiadiscono o frontali che si opacizzano sotto il calore possono rendere non conforme un prodotto che, dal punto di vista dell’adesione, funzionava perfettamente. Oltre all’inchiostro, anche la selezione della tecnologia di stampa è importante per assicurare un’etichetta resistente alla pastorizzazione.

Affidandosi a un etichettificio con un know-how approfondito, però, una cosa è certa: sarà possibile trovare sempre una soluzione adeguata alle proprie necessità.

Non esiste una soluzione universale per le etichette da pastorizzazione. Le variabili da considerare sono tante e richiedono una valutazione caso per caso. Ricorda: un etichettificio esperto non si limita a indicare un materiale standard da utilizzare, ma esegue campionature e test specifici nelle condizioni reali di utilizzo prima di avviare la produzione.

Noi di BEL, con il nostro esclusivo processo di progettazione e realizzazione Easy LaBEL System, lavoriamo per garantire sempre etichette sicure e ad alte prestazioni, e possiamo proporti delle soluzioni adeguate a resistere ai processi di pastorizzazione. Con Easi LaBEL System ti assicuriamo sempre:

  • Consulenza e assistenza;
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  • Flessibilità e massima personalizzazione;
  • Ottimizzazione degli acquisti del cliente;
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Per noi di BEL l’innovazione non riguarda solo le nostre tecnologie e le nostre realizzazioni, ma significa anche avere un approccio sostenibile al lavoro. Questo è il risultato di scelte progressive, costruite nel tempo, che toccano sia l’organizzazione interna sia il modo in cui l’azienda lavora ogni giorno al fianco dei clienti. Non si tratta di singoli interventi, ma di un percorso che integra attenzione alle persone, tecnologia e responsabilità.

Siamo convinti che esistano innovazioni che possono rendere la quotidianità aziendale più semplice, minimizzando l’impatto ambientale del lavoro e costruendo un futuro migliore. Ti raccontiamo le ultime novità che abbiamo introdotto in azienda: sono scelte che facciamo per il benessere del nostro team, per la soddisfazione dei nostri clienti e per i nostri collaboratori di domani.

Nuovi spazi di lavoro: più funzionalità e meno impatto ambientale

Negli ultimi mesi in BEL abbiamo ristrutturato la cucina aziendale, rendendola più ampia e funzionale. Lo spazio è stato ripensato per favorire la condivisione e migliorare la qualità dei momenti di pausa, che fanno parte della vita aziendale.

All’interno di questo intervento è stato installato anche un impianto di filtraggio dell’acqua, che consente di eliminare in modo significativo l’utilizzo di bottiglie in plastica da parte del nostro team. Una scelta semplice, ma coerente con l’attenzione di BEL alla riduzione degli sprechi e all’uso più consapevole delle risorse: ottimizziamo i materiali per le nostre etichette, e allo stesso modo ottimizziamo le risorse che utilizziamo nella quotidianità.

Un CRM progettato sulle esigenze reali

Un altro passo importante che abbiamo fatto in azienda riguarda la gestione dei processi commerciali e di assistenza. Abbiamo infatti sostituito il precedente CRM con una soluzione custom, sviluppata per rispondere in modo più efficace alle esigenze operative specifiche della nostra azienda.

Il nuovo sistema consente una gestione più strutturata delle richieste, una migliore organizzazione delle informazioni e tempi di risposta più rapidi. Questo si traduce in un supporto più puntuale per i clienti e in un utilizzo più efficiente del tempo da parte dei dipendenti. Lavorare con uno strumento efficiente rende tutto più semplice, e porta le nostre performance a un livello superiore.

Sicurezza informatica come requisito di affidabilità

La digitalizzazione dei processi deve essere accompagnata da un rafforzamento delle attività legate alla cybersecurity. BEL ha investito in soluzioni di protezione dei dati e nella formazione del personale, con l’obiettivo di ridurre i rischi e garantire la continuità operativa. Abbiamo dedicato tempo e risorse a formare i nostri collaboratori perché possano lavorare con la massima sicurezza, proteggendo il loro lavoro e quello dei nostri partner

Sappiamo che la sicurezza informatica è oggi un elemento fondamentale per decretare l’affidabilità di un fornitore: tutelare dati e informazioni significa proteggere anche i progetti dei clienti, e il futuro del loro lavoro.

Energia rinnovabile e continuità operativa

L’attenzione alla sostenibilità passa ovviamente anche per le scelte energetiche di un’azienda. Dopo la messa in opera del nostro impianto fotovoltaico nel 2012 abbiamo scelto di continuare ad affidarci a questa tecnologia, e abbiamo programmato per il 2026 un intervento di revamping delle nostre strutture, finalizzato a migliorarne efficienza e resa.

Questo tipo di investimento consente di ridurre l’impatto ambientale e di rendere l’attività più attenta non solo alla produzione ma anche al benessere della terra in cui siamo cresciuti. Ci prendiamo cura delle nostre strutture per dare ai nostri partner il benvenuto in un ambiente accogliente: questo per i nostri clienti è importante, perché significa collaborare con un’azienda che pianifica le sue attività sul lungo periodo e che lavora per garantirne continuità e affidabilità.

Uno sguardo al futuro attraverso la formazione

Creare valore nel tempo significa anche investire sulle competenze del futuro. Per questo in BEL abbiamo rafforzato la collaborazione con gli istituti tecnici superiori (ITC), aprendo l’azienda alle visite degli studenti e favorendo momenti di incontro e conoscenza reciproca.

Queste iniziative permettono ai giovani di avvicinarsi al mondo produttivo e all’azienda di contribuire alla crescita di competenze utili per il futuro del settore. Visitare un sito produttivo e parlare con chi ci lavora da tempo è il modo migliore per conoscere mestieri anche di nicchia e scoprire nuove passioni.

Perché abbiamo deciso di portare a termine tutti questi interventi in azienda? Sono azioni che convergono tutte su un unico obiettivo: migliorare costantemente il nostro modo di lavorare per offrire un servizio sempre più efficiente, affidabile e coerente con le esigenze dei clienti, superando le loro aspettative. Pensiamo che l’innovazione sostenibile sia uno strumento concreto per costruire relazioni solide e durature nel tempo, etichetta dopo etichetta.

Per questo dalla nostra esperienza è nato Easy LaBEL System, il sistema TUTTO incluso con cui gestiamo interamente il processo di progettazione e realizzazione, affiancandoti e garantendoti per ogni etichetta:

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“A volte qualcosa non torna, ma sarebbe difficile cambiare, testare, provare… E soprattutto non voglio rischiare”.

“Se non ci danno problemi gravi, meglio restare dove siamo”.

Come faccio ad essere sicuro che un altro fornitore sappia lavorare meglio di quello che ho già?”.

Anche tu non sei particolarmente entusiasta del tuo fornitore di etichette e ti sei già posto in passato alcune di queste domande? Allora probabilmente è il momento di cambiare.

Ma è davvero un passo così critico per la tua azienda? Può esserlo, ma solo se non scegli un partner che ti renderà la vita più facile.

C’è un momento in particolare nel quale puoi provare un nuovo fornitore di etichette senza stravolgere i tuoi ritmi e le tue procedure di lavoro…

Il costo di non agire

Uno studio pubblicato sulla rivista svizzera MQ Management und Qualitat ha rivelato un dato sconcertante: i problemi legati ad inefficienze e criticità di etichettatura costano alle aziende manifatturiere in media più di 1,1 milioni di euro l’anno. Sono dati emersi da uno studio che ha coinvolto aziende europee e americane: gli intervistati hanno rivelato di dover interrompere la produzione per più di un’ora quando si trovano di fronte a un problema legato alle etichette, e che questi incidenti si verificano in media sei volte l’anno.

Puoi facilmente fare il conto di quanto ti trovi a perdere se la tua produzione si arresta. Certo, può succedere per molti motivi diversi. Ma anche un’etichettatura inefficiente può essere tra le cause. Meglio correre ai ripari al più presto, oppure rischi di fermarti mentre i tuoi concorrenti avanzano.

Il mercato delle etichette non è statico, anzi, è molto dinamico: ci sono continuamente materiali nuovi e più performanti che potresti utilizzare, adesivi più adatti alle tue esigenze, certificazioni essenziali che devi avere, tecnologie di stampa avanzate, soluzioni attente alla sostenibilità… l’elenco è potenzialmente infinito.

Restare con un fornitore che non ti soddisfa appieno può significare restare “fermi” mentre il mercato evolve. Ma non è sempre facile provare nuove soluzioni.

Quindi qual è il momento migliore per testare un nuovo partner per la progettazione e la realizzazione delle tue etichette? Quando stai per lanciare una nuova linea produttiva.

In questo caso, infatti, stai organizzando la produzione praticamente da zero, e puoi “sperimentare” un po’ di più, anche andando a proporre al mercato un packaging che ha un look&feel diverso da quelli che i tuoi clienti conoscono già.

Il lancio di una nuova tipologia di prodotti è il momento giusto per guardarti attorno e scoprire nuove soluzioni per il tuo lavoro: le etichette sono un elemento chiave della tua produttività, e ogni miglioramento nella loro produzione o applicazione si può tradurre in un vantaggio competitivo importante nei confronti dei tuoi competitor.

Hai paura di cambiare fornitore? Non sei solo. Ma questo ti sta bloccando.

Ci sono diverse obiezioni che frenano le aziende nel cambiare fornitore di etichette. Ecco le più frequenti:

“Cambiare è troppo complicato o rischioso”

Non deve esserlo per forza. Se ti affidi a un fornitore più esperto, il rischio per il tuo lavoro si minimizza: in BEL, per esempio, ti accompagniamo con campionature ad hoc e test di controllo qualità, in modo da trovare esattamente la soluzione migliore per efficientare la tua produzione.

“Tutto sommato le mie etichette attuali funzionano abbastanza bene”

Tra “funziona” ed “è ottimizzato per le mie esigenze” c’è una grande differenza, soprattutto se la tua produzione prevede quantità elevate: anche piccoli miglioramenti in resa o tempi possono tradursi in risparmi significativi e meno stress operativo.

“Non vogliamo mettere a rischio l’uniformità del pack”

Questo è un rischio inesistente, perché è possibile (e doveroso!) fare delle prove di coerenza cromatica e campionature a registro, per garantire una perfetta corrispondenza tra i colori del tuo pack e quelli delle tue nuove etichette. E a volte un rebranding del prodotto può dare una spinta importante alle tue vendite, facendoti raggiungere anche dei potenziali clienti che ancora non ti conoscono.

Ti sei riconosciuto in una o più di queste obiezioni?

In BEL abbiamo a cuore la serenità di tutti i nostri partner, e questo significa anche rendere sempre semplice il passaggio da un altro fornitore a noi.

Sappiamo che è difficile per le aziende provare delle nuove etichette, quindi:

  • Ti chiediamo le tue etichette da analizzare: possono bastare anche 15-20 esemplari, in modo da analizzare elementi come l’interspazio (distanza tra etichette), l’adesivo, il materiale…
  • Ci informiamo sul prodotto e sulla tua operatività: chiediamo ad esempio in che fase della produzione vengono applicate le etichette, se vanno su una superficie bagnata/calda/fredda, quali passaggi devono fare i prodotti etichettati per essere imballati, inviati, conservati…
  • Ti forniamo una consulenza ad ampio raggio: valutiamo se è possibile, ad esempio, uniformare materiali e dimensioni delle tue etichette per assicurarti di ottimizzare anche il tuo investimento.
  • Elaboriamo un nostro campione, pensato per migliorare la tua efficienza, la funzionalità e la resa estetica delle etichette.
  • Cataloghiamo le tue etichette con precisione nei nostri sistemi, in modo da avere tutte le informazioni tecniche importanti subito a portata di mano e da elaborare all’occorrenza per te nuove etichette che consentano di ottimizzare materiali, dimensioni e gestione.

A questo punto cosa succede? Generalmente, che chi prova la qualità BEL ne rimane più che soddisfatto, tanto da chiedersi “Perché non li ho contattati prima?!”.

Sei certo di lavorare al meglio delle tue possibilità?

Mettici alla prova: abbiamo creato e collaudato Easy LaBEL System, il sistema TUTTO incluso con cui affianchiamo tutti i nostri partnergarantendo per ogni etichetta:

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Nel mondo dell’etichettatura per gli alimenti, la farmaceutica e i cosmetici, la scelta dell’inchiostro è un dettaglio particolarmente importante: è infatti da considerarsi un indicatore fondamentale di sicurezza e conformità del packaging. In questo contesto, gli inchiostri a bassa migrazione (low-migration) rappresentano una delle soluzioni tecnologicamente più evolute per il confezionamento alimentare e di altri prodotti particolarmente “delicati”.

Anche se conosci già l’esistenza di questi inchiostri, forse non sai che le loro performance possono essere migliorate nettamente grazie all’utilizzo dell’azoto, specialmente nel caso di stampa digitale.

Continua a leggere per saperne di più!

Che cosa sono gli inchiostri a bassa migrazione e perché sono importanti per le etichette

Come suggerisce il loro nome, gli inchiostri low-migration sono formulazioni sviluppate per ridurre al minimo il trasferimento di componenti chimici dall’area stampata dell’etichetta al prodotto confezionato su cui è apposta. A differenza degli inchiostri tradizionali, che possono contenere fotoiniziatori o additivi potenzialmente mobili, quelli a bassa migrazione sono studiati per comprendere solo sostanze a basso potenziale migratorio.

Contengono infatti fotoiniziatori più grandi, che possono quindi essere “bloccati” più facilmente dalle trame delle superfici su cui sono apposti. In questo modo assicurano che la quantità di migrazione di sostanze potenzialmente nocive rispetti le soglie di sicurezza indicate dalle normative europee. Devi sapere infatti che solo il vetro, l’alluminio e la banda stagnata sono considerati barriere sicure al 100% per ostacolare la migrazione dell’inchiostro, ma con quelli low-migration si può impedire il trasferimento delle molecole anche su contenitori di altri materiali.

Questo aspetto è cruciale nelle etichette per alimenti, dove il rischio non riguarda solo la sicurezza chimica ma anche la qualità percepita e le proprietà organolettiche del prodotto: una migrazione indesiderata può alterare odore e gusto del prodotto, oltre a creare non conformità. Per questo gli inchiostri low-migration vengono adottati su etichette di affettati, latticini, bevande e in generale su imballaggi dove il prodotto rimane a lungo in un ambiente chiuso e sigillato, ma anche per prodotti che contengono grassi, in quanto questi ultimi sono in grado di attirare i fotoiniziatori.

Il ruolo dell’azoto nella polimerizzazione dell’inchiostro

Nella stampa UV, e in particolare nella stampa digitale UV, l’indurimento dell’inchiostro avviene tramite un processo detto di polimerizzazione fotochimica. La luce ultravioletta attiva i fotoiniziatori presenti nell’inchiostro, che avviano la formazione di una rete polimerica solida. Tuttavia, l’ossigeno presente nell’aria interferisce con questo processo, rallentandolo e impedendo una reticolazione completa.

L’impiego dell’azoto serve a risolvere proprio questo problema. Introducendo azoto nella zona di polimerizzazione si riduce drasticamente la concentrazione di ossigeno attorno all’inchiostro mentre viene esposto ai raggi UV. In un’atmosfera inerte, la reazione di polimerizzazione procede in modo più rapido e più profondo, portando alla formazione di uno strato di inchiostro più compatto e chimicamente stabile.

Per gli inchiostri a bassa migrazione questo passaggio è decisivo: una polimerizzazione incompleta può lasciare molecole di inchiostro non legate all’interno del film, che possono migrare nel tempo. L’azoto permette invece di massimizzare il grado di reticolazione, riducendo al minimo la presenza di residui mobili. E assieme a questo si riduce anche il rischio di vedere l’inchiostro “trasferirsi” dall’etichetta all’alimento confezionato.

Cosa accade se la purezza dell’azoto non è sufficiente

Perché il processo di polimerizzazione degli inchiostri a bassa migrazione funzioni correttamente, l’atmosfera deve essere quasi completamente priva di ossigeno. Se la purezza dell’azoto scende sotto valori tipicamente intorno al 99%, la quantità di ossigeno residuo può tornare a interferire con la reazione UV. In pratica questo si traduce in una polimerizzazione meno efficiente, con un aumento del potenziale di migrazione.

Dal punto di vista produttivo, questo può comportare non solo un rischio di non conformità, ma anche problemi di odore, superficie meno resistente e maggiore sensibilità del film di inchiostro ai solventi e ai grassi presenti negli alimenti confezionati.

Come si integra un generatore di azoto nella stampa di etichette

Nelle linee di stampa digitale per etichette low-migration, l’azoto viene fornito da un generatore dedicato che separa l’azoto dall’aria compressa e lo convoglia verso la zona di polimerizzazione. Appositi sensori monitorano continuamente la composizione dell’atmosfera in cui avviene la stampa, garantendo che il livello di ossigeno resti sufficientemente basso per tutta la durata del processo.

Nella stampa digitale UV l’inchiostro viene depositato in strati molto sottili e polimerizzato istantaneamente. Questo rende il processo estremamente efficiente, ma anche più sensibile all’inibizione da ossigeno rispetto a tecnologie come l’offset o la flessografia tradizionale, dove l’essiccazione può avvenire con tempi più lunghi. È proprio la combinazione di controllo dell’atmosfera, chimica dell’inchiostro e precisione del processo che rende possibile stampare etichette digitali realmente adatte al contatto con alimenti anche grassi, senza rischi di migrazione.

In BEL diamo massima importanza alla sicurezza delle nostre etichette, proprio perché siamo particolarmente esperti di applicazioni complesse e ampiamente regolamentate come quelle alimentari. Continuiamo a migliorare i nostri processi e di recente ci siamo dotati di un generatore di azoto per assicurare il corretto funzionamento degli inchiostri certificati a bassa migrazione nella nostra macchina digitale.

Grazie a questo impianto, possiamo garantire etichette sicure e di altissima qualità per i packaging alimentari, riducendo gli sprechi e ottimizzando le risorse.

Vuoi lavorare con un partner che combina competenza, know-how e tecnologie d’avanguardia per le tue etichette?

Contattaci e scopri il nostro metodo di lavoro esclusivo, Easy LaBEL System: è un sistema TUTTO incluso con cui gestiamo interamente il processo di creazione delle tue etichette.

Grazie a Easy LaBEL System garantiamo per ogni etichetta non solo il rispetto delle tempistiche concordate, ma anche:

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Ogni prodotto ha le sue caratteristiche e le sue esigenze specifiche. Quando si tratta però di alimenti, soprattutto nel caso di prodotti tipici, l’etichetta deve essere studiata con attenzione per valorizzare al massimo il prodotto, facendone comprendere al primo sguardo la qualità.

Il progetto che noi di BEL abbiamo realizzato per l’azienda tirolese Berg Bauer,  specializzata nella produzione di specialità alimentari locali, partiva proprio da qui: sviluppare un’etichetta in grado di rispondere a sfide tecniche e funzionali molto precise. Un’etichetta che fosse un esempio di equilibrio tra leggibilità, riconoscibilità e funzionalità.

Bergbauernschinken: un’etichetta che si adatta al prodotto

La collaborazione tra BEL e Berg Bauer è iniziata nel 2020. Da allora abbiamo portato avanti diversi progetti di etichettatura, sempre con un obiettivo chiaro: supportare l’azienda con etichette in grado di rispondere pienamente alle sue esigenze produttive e commerciali.

Berg Bauer nasce nel 1994 dall’idea di Martin Hirner di offrire un supporto professionale a caseifici e aziende agricole per lo sviluppo e la commercializzazione dei loro prodotti. Specialità di qualità elevata, di cui l’azienda preserva le ricette tradizionali.

Tra queste specialità c’è anche il Bergbauernschinken, un prosciutto di maiale marinato con una selezione di aromi e affumicato su legno di faggio. Il prosciutto viene conservato sottovuoto in ambiente refrigerato.

La richiesta dell’azienda era un’etichetta per questo prodotto che avesse diverse funzioni:

  • Adattarsi in modo ottimale alla forma del prosciutto.
  • Aderire anche alla pellicola umida.
  • E ovviamente rendere riconoscibile il brand, mantenendo un’ottima resa grafica per comunicare qualità e tradizione.

La soluzione BEL

Come sempre, siamo partiti dallo studio della richiesta, con un’analisi accurata del contesto di produzione e conservazione del prodotto e dei vincoli tecnici da rispettare.

  • Abbiamo studiato con attenzione la forma e la superficie del prodotto, per disegnare un’etichetta capace di adattarsi al prosciutto Berg Bauer senza creare pieghe e senza staccarsi.
  • Abbiamo selezionato un materiale idoneo a resistere all’umidità, garantendo un’adesione affidabile anche in condizioni critiche.
  • Abbiamo testato in anticipo diverse soluzioni, fino a individuare quella che offriva il miglior compromesso tra estetica, funzionalità e resistenza.

Il risultato ottenuto è un’etichetta che risponde appieno alle aspettative del cliente e che valorizza il prodotto, rispecchiandone la qualità.

Per ridurre al minimo i rischi e dare al cliente la certezza del risultato, abbiamo fornito dei campioni gratuiti. È un servizio incluso nel nostro Easy Label System, l’esclusivo processo di progettazione e realizzazione che applichiamo a tutte le richieste dei nostri clienti.

Berg Bauer ha così potuto verificare in anticipo la qualità dei materiali selezionati per le etichette e la loro resa. I campioni sono stati consegnati nei tempi concordati anche in caso di urgenza, e si sono dimostrati da subito perfetti in termini di adesione e qualità di stampa.

Grazie a questo progetto, il nostro cliente ha ottenuto un’etichetta su misura, resistente e affidabile. Esattamente ciò di cui aveva bisogno per promuovere al meglio il suo Bergbauernschinken.

Vorresti anche tu provare l’efficienza di Easy LaBEL System? Questo sistema di lavoro comprende sempre per te:

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