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BEL – Bolzano – Produciamo etichette da 60 anni

Consigli, info e aggiornamenti sul mondo delle etichette

Più l’etichetta è complessa, più competenze richiede per la sua realizzazione. Ma a volte il know-how da solo non basta per trovare la soluzione giusta: serve anche la giusta dose di vocazione al problem solving.

In BEL lavoriamo con clienti che necessitano di uno shelf appeal notevole per i loro prodotti. Cosa significa? Che il packaging deve essere in grado di comunicare a prima vista al cliente la qualità di quello che sta per acquistare, e che deve far scegliere il prodotto tra molti altri quando si trova sullo scaffale dei punti vendita.

Spesso, per ottenere la massima visibilità e per dare un look&feel di alta gamma a un’etichetta si scelgono delle lavorazioni “preziose”, come le finiture metalliche. Ma cosa succede se queste creano dei problemi di resa? Che è necessario trovare una soluzione diversa ma esteticamente comparabile. O addirittura migliore.

Il case study: una bottiglia di aceto preziosa

La richiesta che abbiamo ricevuto da questa azienda era una doppia etichetta, fronte e retro, per una bottiglia di aceto destinata alla grande distribuzione organizzata, che avesse:

  • Degli elementi stampati in oro su entrambe le etichette.
  • Uno sfondo idoneo a far risaltare la finitura dorata.
  • La massima leggibilità dei contenuti in etichetta, in quanto si trattava di un prodotto alimentare.

La soluzione BEL:

Lo diciamo subito: la prima campionatura che abbiamo prodotto non ha soddisfatto il cliente. Questo può succedere per diversi motivi, ma va ricordato che le campionature si fanno proprio per questo, cioè per valutare se sia tutto conforme alle aspettative e se si è pronti per procedere con la produzione.

In questo caso, con la prima campionatura abbiamo notato che l’oro laminato utilizzato per i testi non si ancorava correttamente alla carta scelta per il frontale.

retro no bel case study (1)

Di conseguenza, abbiamo trovato un’alternativa in tempi molto stretti, in modo da rispettare le scadenze concordate con il cliente:

  • Abbiamo inizialmente proposto l’utilizzo di una carta metallizzata: questa proposta non è stata accolta perché la GDO che si sarebbe occupata della distribuzione del prodotto non aveva quella specifica carta tra i suoi materiali approvati.
  • Abbiamo quindi selezionato una seconda carta, questa volta patinata semilucida, che assicura una resa brillante del colore e un’alta definizione per i contenuti di testo.
  • Abbiamo applicato un primer sulla carta: in questo modo, la laminazione dorata si è ancorata perfettamente, mantenendo la leggibilità del testo e valorizzando la finitura dorata laminata.
  • Abbiamo prodotto, stampato e consegnato le etichette nei tempi concordati.

Le etichette sono state prodotte e consegnate entro le tempistiche concordate con il cliente sia grazie al suo feedback puntuale che alla nostra capacità di adattamento e risoluzione dei problemi. Sapere esattamente quello che non funziona e quali sono i paletti da rispettare ci consente di arrivare ancora più velocemente alla risoluzione di un problema.

retro sì bel case study

Anche se inizialmente un progetto di etichettatura non viene approvato, con un riscontro da parte del cliente e le competenze del team BEL è possibile trovare una soluzione in tempi rapidi, produrre una seconda campionatura e poi procedere alla stampa definitiva e all’applicazione delle etichette.

Per garantire a tutti i nostri clienti di realizzare sempre l’etichetta che risponde al 100% alle loro esigenze, in BEL abbiamo elaborato un esclusivo processo di progettazione e realizzazione. Si chiama Easy LaBEL System e comprende sempre:

  • Consulenza e assistenza;
  • Selezione e test dei materiali;
  • Flessibilità e massima personalizzazione;
  • Ottimizzazione degli acquisti del cliente;
  • Sistema di controllo e gestione delle non conformità.

Se dovessi citare un settore che mette a dura prova un’etichetta, probabilmente penseresti subito al freddo estremo di un surgelato o al calore di una linea di pastorizzazione. Il bagno di casa sembra, al confronto, un ambiente tranquillo. In realtà, le etichette per cosmesi e igiene personale nascondono una complessità a cui spesso non si pensa, fatta di regole molto specifiche da rispettare, oltre che delle sfide legate al contatto diretto con il prodotto, alla permanenza in luoghi caldi e umidi, alle richieste estetiche sempre più esigenti del pubblico.

Prima di tutto, le regole

Le normative legate all’etichettatura dei cosmetici in Europa seguono il Regolamento (CE) 1223/2009, che all’articolo 19 elenca cosa deve comparire obbligatoriamente sulle confezioni: la Persona Responsabile, la lista ingredienti in formato INCI, il numero di lotto, la durata minima e, quando questa supera i 30 mesi, il simbolo PAO, cioè l’icona del barattolino aperto con il numero di mesi di utilizzo dopo l’apertura.

A questo si aggiunge il Regolamento (UE) 655/2013, che stabilisce i criteri per giustificare le dichiarazioni di prodotto: un claim come “ipoallergenico” o “dermatologicamente testato” non è mai una scelta di marketing libera, deve essere sostenuto da prove verificabili. Basta un singolo elemento mancante o non conforme perché l’intera etichetta risulti fuori norma.

Tutti questi elementi devono quindi essere controllati e approvati dall’azienda produttrice. All’etichettificio spetta il compito di progettare un’etichetta che li contenga e che sia leggibile, non deteriorabile, sicura. La scelta dei materiali e delle soluzioni di stampa da utilizzare richiede una competenza approfondita.

Le sfide più complesse

A differenza di altre categorie merceologiche, l’etichetta di un cosmetico convive quotidianamente con ciò su cui è apposta: creme, oli, gel, prodotti a base alcolica, tensioattivi… si tratta spesso di formulazioni particolari, magari untuose e che quindi possono interferire con i materiali utilizzati per il frontale o anche con l’adesivo. Esiste infatti la possibilità che alcuni componenti cosmetici abbiano un effetto solvente, ad esempio, su alcuni tipi di inchiostro. E dal momento che capita che il prodotto stesso goccioli o si depositi sulla superficie del pack durante l’uso normale, servono quindi un materiale frontale e un adesivo pensati per resistere a un contatto chimico ripetuto, non solo all’umidità generica.

Shampoo, bagnoschiuma, saponi liquidi “vivono” infatti in un contesto di umidità elevata e ricorrente, tra vapore della doccia e contatto diretto con l’acqua del lavandino. È una sfida per certi versi simile a quella di cui abbiamo parlato in un recente post dedicato alle etichette che devono resistere a condensa e freddo, ma ribaltata: qui il nemico è il caldo umido che si ripete ogni giorno, non il freddo secco.

Nel tempo, a etichetta già applicata, possono emergere diversi problemi che spesso sono particolarmente subdoli perché si manifestano gradualmente. Ad esempio il sollevamento dei bordi (edge lifting): anche una minima variazione dimensionale del materiale, dovuta a cicli ripetuti di caldo/umido, può far sollevare i bordi dell’etichetta. Non è solo un problema estetico, perché i bordi sollevati favoriscono l’ingresso di altra umidità, innescando un circolo vizioso che porta al distacco completo. Oppure la migrazione dell’adesivo oltre i bordi dell’etichetta, che lascia residui appiccicosi quando viene rimossa, così come l’ingiallimento e infragilimento del materiale, con la formazione di micro-crepe superficiali, soprattutto se il caldo umido si alterna a fasi di calore secco. O ancora lo sbiadimento della stampa, con testo, codici a barre e loghi che perdono nitidezza nel tempo compromettendo la leggibilità delle informazioni obbligatorie.

Ma non è tutto: su materiali a base carta non trattati specificamente, un’umidità persistente può favorire la comparsa di muffe superficiali. Per questo esistono materiali dedicati “anti-muffa” per prodotti destinati ad ambienti costantemente umidi.

L’estetica è essenziale

Sul piano estetico, le etichette per il settore beauty seguono spesso alcune regole precise. La più consolidata resta il minimalismo: palette di colori tenui, silhouette pulite ed etichettatura essenziale contribuiscono a “parlare” un linguaggio percepito come professionale e Instagram-friendly, spesso abbinato al no-label look.

In parallelo si è affermata anche l’estetica da farmacia, che è un evergreen e riprende volutamente lo stile delle etichette dei medicinali, con layout simmetrici a griglia, caratteri serif classici e finiture testurizzate come la goffratura: un’estetica pensata per comunicare cura quasi clinica nelle formulazioni dei prodotti e autorevolezza scientifica.

Sul fronte opposto convivono scelte più materiche ed espressive, texture organiche, soft touch, finiture “carta usomano” e addirittura tocchi imperfetti o asimmetrici che simulano una lavorazione artigianale, con l’obiettivo di raccontare una storia direttamente tramite l’etichetta. A queste tendenze puramente visive si affianca sempre più spesso una componente digitale integrata nel design stesso, con QR code o tag NFC che rimandano a tutorial, dettagli sugli ingredienti o verifica di autenticità del prodotto. Tutto questo senza appesantire la grafica, che deve essere attraente per chi sceglierà il prodotto a scaffale.

Nel settore igiene e cosmesi, in sintesi la difficoltà di creare l’etichetta giusta non sta in una singola condizione estrema da affrontare, ma nell’incontro tra normativa, chimica del prodotto ed estetica, tre esigenze che devono convivere sulla stessa superficie, spesso di pochi centimetri quadrati. Conoscere tutti i vincoli legali e tecnici è quello che consente di scegliere i materiali più adatti e di inserire correttamente le informazioni che non possono mancare. E avere un’esperienza vasta e variegata nella produzione di etichette per prodotti destinati alla grande distribuzione è il vantaggio che consente di dare i consigli giusti anche per quanto riguarda l’aspetto estetico.

In BEL possiamo garantirti tutto questo. Grazie al nostro esclusivo processo di progettazione e realizzazione Easy LaBEL System, ti assicuriamo etichette sempre conformi e funzionali per tutte le tue necessità, anche quando devono essere apposte su packaging di prodotti per l’igiene e la cura della persona.
Con Easy LaBEL System hai sempre:

  • Consulenza e assistenza;
  • Selezione e test dei materiali;
  • Flessibilità e massima personalizzazione;
  • Ottimizzazione degli acquisti del cliente;
  • Sistema di controllo e gestione delle non conformità.

Etichettare un prodotto ortofrutticolo può sembrare semplice. In realtà, dietro ogni etichetta per il fresco si nasconde una serie di scelte tecniche che richiedono esperienza, conoscenze, attenzione e un approccio su misura. Anche se il prodotto ha una buccia non edibile, infatti, ci sono diverse variabili da tenere in considerazione quando vogliamo apporvi un’etichetta. E la stessa attenzione va messa anche quando si elabora un’etichetta da applicare su una confezione che contiene della frutta.

È esattamente quello che abbiamo fatto su una nostra produzione recente, vale a dire un’etichetta per l’azienda La Diamantina, che si trova a Ferrara e che ha una linea di prodotti premium che si chiama Cuoredolce. Di questa linea fanno parte anche angurie e meloni, che vengono venduti interi o a fette e cubetti in confezioni ready to eat.

diamantina

Abbiamo quindi sviluppato due famiglie di etichette con caratteristiche molto diverse tra loro, pensate per rispondere a esigenze di applicazione completamente distinte.

La sfida: due applicazioni, due soluzioni

La prima famiglia di etichette che abbiamo realizzato per Cuoredolce è destinata all’applicazione sulle confezioni. Si tratta di etichette in polipropilene (PP) trasparente con adesivo permanente per film plastici, disponibili sia rettangolari che in versione sagomata, molto più difficili da realizzare. Il PP trasparente è una scelta precisa: consente una resa grafica di alta qualità mantenendo visibile il prodotto, e garantisce al tempo stesso la resistenza necessaria alle condizioni tipiche della distribuzione del fresco, comprese umidità e sbalzi termici.

melone a cubetti

La seconda famiglia è invece progettata per l’applicazione diretta sul prodotto, ovvero sulla buccia del melone. Qui le sfide si moltiplicano. Innanzitutto, la superficie di un melone non è mai uniforme: è irregolare, può essere umida, e deve mantenere l’etichetta ben aderente per tutta la vita commerciale del prodotto, spesso in condizioni di conservazione refrigerata. E poi, trovandosi a diretto contatto con il frutto, l’etichetta deve rispettare i regolamenti in materia per garantire un consumo sicuro.

zucca allo iodio

Per rispondere a questa sfida, abbiamo sviluppato un’etichetta con una combinazione di materiali e lavorazioni studiate appositamente per il contatto diretto con la superficie del frutto. Comprende:

  • un frontale in carta patinata molto lucida, che garantisce una resa cromatica brillante e una leggibilità elevata;
  • una barriera funzionale in alluminio che impedisce il trasferimento di sostanze non idonee al contatto alimentare sulla buccia del frutto, come gli inchiostri e che impedisce all’adesivo di migrare verso la carta e rovinarla;
  • un adesivo hotmelt permanente a grammatura maggiorata, formulato per garantire una presa solida e stabile sulla superficie irregolare e naturalmente umida della buccia del melone, senza rilasciare residui o compromettere l’integrità del frutto.

Due etichette tecnicamente molto diverse, progettate per rispondere con precisione a due modalità di utilizzo distinte. Non esiste infatti un’etichetta universale per il mondo del fresco: ogni prodotto, ogni superficie, ogni condizione di conservazione richiedono una valutazione specifica per trovare la soluzione più adatta al caso.

cuore dolce bel

Vorresti parlarci di un tuo progetto?

Con il nostro esclusivo processo di progettazione e realizzazione Easy LaBEL System siamo certi di progettare l’etichetta perfetta per le tue esigenze, garantendoti sempre etichette su misura, sicure, resistenti e affidabili.

Easy LaBEL System comprende sempre per te:

  • Consulenza e assistenza;
  • Selezione e test dei materiali;
  • Flessibilità e massima personalizzazione;
  • Ottimizzazione degli acquisti del cliente;
  • Sistema di controllo e gestione delle non conformità.

Hai appena confezionato il tuo prodotto da frigo o da freezer, l’etichetta sembra perfettamente applicata. Tutto ok quindi? Purtroppo no. Dopo qualche ora, l’etichetta si solleva dai bordi, si arriccia o si stacca del tutto.

È uno scenario che molti produttori alimentari conoscono bene, e che spesso viene attribuito a un difetto dell’etichetta o a una fornitura non all’altezza. In realtà, nella maggior parte dei casi, il problema ha un’origine diversa: è fisica, e nasce dalle condizioni in cui avviene l’etichettatura.

Quando un prodotto esce dalla cella frigorifera o dal freezer, la sua superficie è molto più fredda dell’aria circostante. In quel momento si innescano due fenomeni, cioè la formazione di condensa e lo shock termico, che possono compromettere seriamente le prestazioni dell’adesivo. Capire come funzionano questi fenomeni è il primo passo per evitare il problema, e per selezionare dei materiali idonei per le tue etichette.

Scegliere di apporre un’etichetta prima o dopo che il prodotto viene messo in freezer è il punto fondamentale per decidere come progettarla. La scelta dei materiali infatti cambia di molto: per aderire su una superficie ghiacciata non si possono usare gli stessi adesivi che si usano a temperatura ambiente.

Cosa succede quando etichetti un prodotto freddo

L’aria calda, a contatto con la superficie fredda del packaging, si raffredda fino al punto di rugiada, vale a dire la temperatura alla quale il vapore acqueo presente nell’aria condensa direttamente sulla superficie. Il risultato è uno strato sottile di umidità, anche invisibile a occhio nudo, che si interpone tra l’adesivo e il packaging impedendo una presa stabile e duratura.

Il fenomeno è particolarmente accentuato sulle superfici compatte e non porose come metallo, vetro e plastica, le più diffuse nel packaging alimentare industriale.

Il problema del freezer è diverso da quello del frigo. Non tutti i contesti di refrigerazione presentano le stesse criticità, e riconoscere le differenze è fondamentale per scegliere la soluzione giusta.

In frigorifero, la causa principale del deterioramento precoce è l’acqua di condensa dovuta agli sbalzi termici, che bagna le etichette in carta, scioglie gli inchiostri e allenta gli adesivi non idonei. In freezer, oltre all’umidità, l’etichetta e l’adesivo devono affrontare un secondo tipo di aggressione: lo stress meccanico. Le variazioni di temperatura provocano continui cicli di contrazione e dilatazione nei materiali, che nel tempo indeboliscono l’adesione dell’etichetta al packaging. Alcuni adesivi, esposti a temperature molto basse, tendono inoltre a indurirsi: perdono la loro elasticità naturale, diventano rigidi e fragili, e smettono progressivamente di svolgere la loro funzione.

A questo si aggiunge il fatto che il pack raramente rimane in condizioni stabili: ogni volta che attraversa zone a temperatura diversa, dall’uscita della cella al nastro di etichettatura, dal magazzino al banco refrigerato del punto vendita, accumula ulteriori sollecitazioni meccaniche che l’etichetta deve essere in grado di assorbire.

Davanti a questi fenomeni, la risposta non è cercare “l’etichetta più resistente” in senso generico. È analizzare con attenzione il processo produttivo, perché le variabili in gioco cambiano tutto.

È importante sapere se il prodotto viene etichettato prima o dopo il raffreddamento, se la superficie sarà asciutta o umida al momento dell’applicazione, e che tipo di superficie si sta etichettando. A queste informazioni essenziali si aggiungono considerazioni sulla durata di conservazione prevista e sul numero di cicli di gelo e disgelo che il prodotto attraverserà nella sua vita commerciale. Sono dettagli che determinano in modo decisivo quale combinazione di materiale e adesivo sia davvero adatta per le tue etichette.

I materiali che reggono davvero

Per quanto riguarda il frontale, la scelta più affidabile è un materiale sintetico come il polipropilene o il polietilene, resistenti all’umidità, all’acqua di condensa, al freddo estremo, allo strappo e all’abrasione. Chi preferisce la carta per ragioni estetiche o di posizionamento del prodotto non deve necessariamente rinunciarci: la carta patinata resiste all’umidità molto meglio di una semplice carta non patinata e non protetta, anche se la sua idoneità va sempre valutata in funzione delle condizioni specifiche di conservazione e della durata del prodotto. La carta termica protetta è idonea all’uso su prodotti che cambiano spesso temperatura, come quelli da conservare in frigo, che possono essere estratti e riposti più volte.

Sul fronte dell’adesivo, le formulazioni a base di gomma o hot melt garantiscono buone proprietà di adesione su quasi tutte le superfici come cartone, plastica, vetro. Inoltre hanno una forza adesiva immediata, non contengono solventi e cristallizzano alle basse temperature.

L’acrilico è più stabile alle variazioni di temperatura rispetto agli adesivi a base gomma e mantiene le sue proprietà in un intervallo di temperature più ampio. È un’ottima scelta per applicazioni che richiedono resistenza sul lungo periodo e stabilità in ambienti con escursioni termiche.

Gli adesivi formulati per fare presa su superfici fredde o umide sono in grado di mantenere l’adesione anche a temperature estreme (-20°C, -50°C, fino a -100°C per applicazioni criogeniche). Esistono infatti soluzioni che aderiscono a superfici a temperature molto ridotte. Se invece prevedi di apporre l’etichetta a temperatura ambiente, è possibile utilizzare adesivi non così specializzati, ma è essenziale dare all’adesivo il tempo di aderire prima di trasferire il pack in freezer.

La scelta della formulazione specifica dell’adesivo dipende sempre dalle condizioni di applicazione: un adesivo pensato per superfici asciutte a temperatura ambiente non offre le stesse garanzie su un packaging appena uscito dal freezer.

Quindi, quali materiali dovresti scegliere per realizzare delle etichette idonee alla conservazione in frigo o in freezer? La risposta non è univoca: a consigliarti deve essere un etichettificio competente, in grado di assicurarti un’etichetta resistente e allo stesso tempo sicura per l’applicazione sugli alimenti.

Perché la verifica sul campo è indispensabile

Conoscere i fenomeni fisici in gioco e i materiali disponibili è necessario, ma non sufficiente per assicurarti di avere un’etichetta davvero funzionale. Ogni linea produttiva ha le sue variabili, che possono essere temperatura di applicazione, umidità dell’ambiente, tipo di superficie, ritmo dei cicli di conservazione… e queste si combinano in modo unico in ogni realtà industriale.

Per questo in BEL non ci limitiamo a utilizzare un materiale “standard” per le tue etichette: affianchiamo i produttori con campionature mirate e test specifici nelle condizioni reali di utilizzo, per validare la soluzione prima che entri in produzione. Perché un’etichetta che si stacca non è solo un problema estetico, ma è un prodotto che perde identità sullo scaffale e in frigo e, nei casi più critici, una confezione che non può essere venduta o che non verrà comunque acquistata.

I materiali che ti proponiamo sono tutti selezionati e prodotti nel rispetto delle normative vigenti. Dopo la produzione, passiamo a un’approfondita fase di testing dei prototipi, e solo una volta superata questa fase la tua etichetta sarà pronta per essere applicata in sicurezza.

Grazie al nostro esclusivo processo di progettazione e realizzazione Easy LaBEL System, ti garantiamo etichette funzionali per tutte le tue necessità. Con Easy LaBEL System hai sempre:

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Un’azienda che si occupa della distribuzione di articoli sportivi non ha solo la necessità di selezionare e di spedire capi e accessori, ma in alcuni casi può anche avere bisogno di proteggere l’integrità dei propri prodotti lungo tutta la filiera. È così che l’etichetta smette di essere un elemento decorativo e diventa uno strumento di controllo della qualità.

È esattamente da questa esigenza che nasce un recente progetto di etichettatura che BEL ha sviluppato in collaborazione con Cisalfa Sport, con cui collaboriamo da decenni per la fornitura di etichette.

Cisalfa Sport è un’azienda italiana leader nella vendita di abbigliamento e attrezzature per lo sport e il tempo libero, con 16 punti vendita distribuiti in tutta Italia. Un network di questa dimensione ha bisogno di soluzioni di etichettatura all’altezza della sua complessità operativa.

BEL Case History il sigillo di garanzia cisalfa

Il “sigillo di garanzia” Cisalfa Sport

In risposta alle esigenze di Cisalfa Sport e avvalendoci della collaborazione del cliente, sempre essenziale per effettuare un’analisi puntuale e approfondita delle sue esigenze, abbiamo studiato e sviluppato l’etichetta “sigillo di Garanzia”. Questa è stata progettata per garantire un controllo ancora più efficace contro eventuali manomissioni degli imballi dei prodotti originali in distribuzione.

La soluzione BEL prevede l’utilizzo di un adesivo ad alta adesività su cartone e di specifici pretagli antirimozione sul frontale, che consentono di evidenziare in modo immediato qualsiasi tentativo di effrazione.

In breve, grazie a questa soluzione, se uno scatolone viene aperto in un momento della filiera diverso da quello in cui è prevista la sua apertura, è possibile scoprirlo.

Il “sigillo di garanzia” è quindi un ulteriore e importante passo avanti nella tutela dell’integrità del prodotto lungo tutta la filiera.

Questa particolare etichetta che abbiamo realizzato per Cisalfa Sport non è solo un progetto di cui andiamo fieri, ma è anche la dimostrazione di quanto sia importante per noi di BEL costruire relazioni solide nel tempo fatte di fiducia, ascolto e collaborazione.

Vorresti parlarci di un tuo progetto?

Siamo felici di ascoltarti. Con il nostro Easy Label System, l’esclusivo processo di progettazione e realizzazione che applichiamo a tutte le richieste dei nostri clienti, ti garantiamo sempre etichette su misura, resistenti, affidabili e che rispondono a ogni tua esigenza specifica.

Easy LaBEL System comprende sempre per te:

  • Consulenza e assistenza;
  • Selezione e test dei materiali;
  • Flessibilità e massima personalizzazione;
  • Ottimizzazione degli acquisti del cliente;
  • Sistema di controllo e gestione delle non conformità.

Le inefficienze nella catena del freddo possono generare perdite significative durante trasporto e stoccaggio. Sapevi che si può arrivare a picchi stimati fino al 20–25% in alcune fasi logistiche? Questo significa che un sacco di cibo potrebbe andare sprecato a causa di un’errata movimentazione dei prodotti.

Tra le inefficienze, c’è anche l’utilizzo di etichette inadeguate, che staccandosi o deteriorandosi rendono i prodotti invendibili. Quindi non devi pensare solo a un freezer che si guasta, ma anche a variabili più sottili!

Per le etichette non si tratta infatti solo di resistere al freddo, ma anche di mantenere adesione, leggibilità e integrità nel tempo, nonostante un’esposizione continua a umidità, condensa e sbalzi termici. È facile comprendere che un’etichetta standard non può assolutamente assicurare performance di questo tipo.

Per questo, progettare un’etichetta per surgelati richiede un’attenzione particolare, perché combina le sfide di compatibilità dell’etichettatura alimentare a quelle dell’etichettatura ad alte performance.

A quali temperature si conservano i surgelati?

Come sappiamo tutti, i prodotti surgelati devono essere conservati a temperature molto basse e costanti. La normativa europea, a partire dalla Direttiva 89/108/CEE della Commissione europea, stabilisce come riferimento una temperatura di –18 °C o inferiori lungo tutta la catena del freddo.

Anche l’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare che fornisce valutazioni scientifiche indipendenti sui rischi legati agli alimenti, ribadisce che il mantenimento di queste temperature è essenziale per preservare sicurezza e qualità degli alimenti.

Va però considerato che l’etichetta dei prodotti surgelati è esposta non solo al freddo continuo, ma anche a condizioni variabili durante trasporto e movimentazione, dove possono verificarsi micro-sbalzi termici e la comparsa di condensa. Anche se queste condizioni di sbalzo non dovrebbero essere troppo intense per non compromettere l’integrità di conservazione dei cibi, vanno comunque tenute in considerazione per scegliere l’etichetta giusta.

Cosa succede se l’etichetta non è adeguata

Quando materiali e adesivi non sono progettati per resistere alle basse temperature, le criticità sull’etichetta emergono rapidamente e in modo visibile.

I problemi più frequenti riguardano il distacco dell’etichetta, soprattutto su superfici leggermente umide, il sollevamento dei bordi e la perdita di leggibilità. Questo significa che vengono compromessi anche codici a barre e dati importanti, con conseguenze dirette sulla tracciabilità, che possono portare il prodotto a non essere più commerciabile.

La temperatura di applicazione e quella di esercizio incidono in modo determinante sulle prestazioni degli adesivi. Un sistema progettato per la temperatura ambiente può non funzionare correttamente sottozero. È per questo che una delle variabili più importanti da considerare in fase di progettazione riguarda il momento dell’applicazione dell’etichetta.

Applicarla prima del congelamento consente all’adesivo di sviluppare correttamente la propria adesione su una superficie asciutta e stabile. È la soluzione più semplice e affidabile nella maggior parte dei casi.

L’applicazione dopo il congelamento è comunque possibile, ma richiede adesivi specifici, progettati per aderire anche su superfici fredde o leggermente ghiacciate. In questo caso è fondamentale distinguere tra temperatura minima di applicazione e temperatura di esercizio.

Quali materiali utilizzare per un’etichetta che resiste in freezer?

I materiali più utilizzati per i pack da surgelati sono ovviamente quelli in grado di mantenere stabilità, cioè non deteriorarsi, e resistenza all’umidità. Dal momento che si parla di packaging alimentare, è anche necessario assicurarsi che i materiali scelti per l’etichetta siano sempre a norma di legge e compatibili con l’utilizzo in questo ambito.

Per il frontale, i film plastici, come PE e PP, sono spesso tra i materiali preferiti perché conservano una buona flessibilità anche a basse temperature e resistono meglio alla condensa. Anche le carte possono essere utilizzate, ma richiedono trattamenti specifici e devono essere scelte in una combinazione adeguata con l’adesivo per evitare deformazioni o perdita di prestazioni.

Ancora più decisiva è la selezione dell’adesivo: nei surgelati si utilizzano spesso formulazioni hot melt a base gomma, apprezzate per l’elevata adesività iniziale anche su superfici difficili, ma temperatura ambiente. Quando l’applicazione deve essere fatta su prodotto già freddo o in ambienti sottozero, è invece necessario ricorrere ad adesivi specifici per basse temperature, progettati per aderire correttamente anche in condizioni critiche e mantenere la presa nel tempo.

Per quanto riguarda la stampa, non esistono veri e propri “inchiostri per freezer”, ma sistemi più o meno adatti: le tecnologie UV garantiscono una buona resistenza a umidità, abrasioni e sbalzi termici, mentre è importante evitare formulazioni o vernici troppo rigide che, irrigidendosi ancora di più al freddo, potrebbero compromettere la leggibilità o l’integrità dell’etichetta.

La performance dell’etichetta non dipende da un singolo elemento, ma dall’equilibrio tra supporto, adesivo e sistema di stampa, che devono essere progettati come un insieme coerente in funzione del ciclo di vita reale del packaging.

Quando deve essere applicata su prodotti surgelati, l’etichetta deve funzionare in condizioni che mettono alla prova ogni suo componente. Non è sufficiente che aderisca: deve rimanere stabile e leggibile lungo tutta la filiera, oltre ad essere compatibile con l’impiego in ambito alimentare.

Per questo motivo la progettazione non può essere standardizzata. Deve partire da un’analisi attenta delle condizioni reali di utilizzo, e solo così è possibile evitare problemi operativi e garantire continuità, qualità, tracciabilità e di conseguenza anche sicurezza degli alimenti.

Anche per le etichette che devono andare in freezer, noi di BEL possiamo fornire una soluzione progettata e testata con cura, perfettamente customizzata per l’uso che ne deve fare il cliente. Questo grazie al nostro esclusivo processo di progettazione e realizzazione Easy LaBEL System, che ci permette di fornire etichette sicure e ad alte prestazioni.

Con Easi LaBEL System ti assicuriamo sempre:

  • Consulenza e assistenza;
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