BEL – Bolzano – Produciamo etichette da 60 anni

Michele Libori

Quante funzioni può avere un’etichetta? Moltissime: non serve infatti solo per identificare il prodotto e farlo scegliere sugli scaffali in mezzo alle innumerevoli alternative a disposizione del consumatore. A questi piccoli componenti del packaging sono demandati compiti essenziali per il successo delle aziende.

Qualche esempio? Le etichette sono un elemento chiave del branding nei prodotti alimentari, e sono quindi essenziali nella costruzione dell’immagine aziendale. Oltre a questo, sono ovviamente il modo migliore per riportare in confezione delle informazioni importanti definite per legge. E, non da ultimo, possono contribuire a mantenere la freschezza dei prodotti alimentari e a rendere più facile la fruizione del packaging.

Per questo un’etichetta perfetta deve essere un esempio di equilibrio tra leggibilità, riconoscibilità e funzionalità.

Il progetto che noi di BEL abbiamo gestito recentemente per De Tomasi I Fruttaroli richiedeva proprio questo: abbinare diverse funzionalità in un’unica etichetta. Ecco la soluzione che abbiamo pensato e realizzato.

De Tomasi I Fruttaroli: un’etichetta che spiega, attira, protegge

È da oltre 70 anni che la famiglia De Tomasi è un riferimento per la distribuzione di prodotti ortofrutticoli di alta qualità. Attiva nel territorio di Vicenza con punti vendita propri e servizio di fornitura per Ho.Re.Ca., l’azienda propone in negozio anche dei prodotti pronti da cuocere, in monoporzione e non: si tratta di preparazioni a base di verdura pensate per coloro che non hanno tempo di cucinare un contorno ma vogliono comunque godere dei benefici di un’alimentazione che comprende anche la giusta componente vegetale. Le confezioni vengono preparate dall’azienda in un laboratorio interno, con massima attenzione alla freschezza del prodotto e all’igiene della preparazione.

La richiesta dell’azienda era un’etichetta per la linea di prodotti pronti da scaldare OrtoCotto, che avesse tre diverse funzioni:

  • Rendere riconoscibile il brand.
  • Riportare la tabella nutrizionale del prodotto.
  • Essere utilizzabile come sigillo per la confezione, per garantirne l’integrità.

La soluzione di BEL

  • Abbiamo innanzitutto studiato la richiesta: oltre ad aver approfondito il tipo di prodotto sul quale doveva essere applicata l’etichetta, ne abbiamo analizzato anche le modalità di fruizione e di conservazione.
  • Sulla base delle informazioni da riportare, abbiamo studiato la forma dell’etichetta: quando deve fungere da sigillo, è necessario che abbia una dimensione adeguata a questo scopo e che allo stesso tempo abbia una forma che la mette al riparo da strappi involontari.
  • Abbiamo scelto il materiale più adatto al progetto: una carta patinata semilucida per il frontale, che consente di avere dei colori brillanti e una definizione elevata per i contenuti di testo. Dal momento che l’etichetta comprende contenuti fissi e contenuti variabili, era necessario selezionare un materiale idoneo allo stesso tempo alla stampa e alla compilazione successiva.
  • Abbiamo optato per una soluzione a rotolo: le etichette singole hanno un formato da 70 x 150 mm, e sono stoccate su un liner in glassine dal quale vengono staccate per essere applicate manualmente alle confezioni dei singoli prodotti pronti da cuocere.

Con questa etichetta abbiamo creato per il nostro cliente una soluzione che gli consentirà di rendere riconoscibili le sue confezioni dei contorni di verdura da scaldare, dal momento che sono personalizzate con i marchi aziendali.

Oltre a questo, l’etichetta riporta tutte le informazioni necessarie al consumatore e assicura l’integrità della confezione, fungendo da sigillo. Tutte e tre le funzioni richieste dal cliente sono quindi egregiamente assolte.

Per garantire a tutti i nostri clienti l’etichetta che risponde al 100% alle loro esigenze, in BEL abbiamo elaborato un esclusivo processo di progettazione e realizzazione. Si chiama Easy LaBEL System e comprende sempre:

  • consulenza e assistenza;
  • selezione e test dei materiali;
  • flessibilità e massima personalizzazione;
  • ottimizzazione degli acquisti del cliente;
  • sistema di controllo e gestione delle non conformità.

Realizzare un’etichetta da applicare sulla buccia di un frutto o di un ortaggio fresco non è affatto banale: significa rispettare standard precisi, che possano garantire la sicurezza del consumatore e assicurare che il prodotto arrivi a scaffale in condizioni ottimali per la consumazione. Ogni elemento dell’etichetta deve essere scelto con attenzione e deve assicurare delle performance di resistenza e sicurezza molto avanzate.

Un’azienda che sceglie di apporre un’etichetta sulla propria frutta o verdura vuole che il suo brand venga riconosciuto, quindi anche il design dell’etichetta deve essere studiato con attenzione. In uno spazio così ridotto, le informazioni da riportare devono essere altamente selezionate e di interesse.

Ma ovviamente il punto più importante da considerare quando si progetta questo tipo di etichetta è la sicurezza del consumatore che mangerà quel prodotto. Quali sono gli elementi da considerare per realizzare un’etichetta che sia perfettamente sicura per l’applicazione diretta sulla frutta o sulla verdura fresca e che allo stesso tempo sia in grado di essere riconoscibile?

Frontale: materiali certificati per l’uso alimentare

Il frontale di un’etichetta per la frutta e la verdura può essere in carta o in film plastico sottile, a seconda del tipo di prodotto e delle condizioni logistiche in cui viene confezionato, trasportato, stoccato e conservato. Per esempio, alcuni prodotti richiedono materiali più resistenti all’umidità, mentre frutti e ortaggi delicati preferiscono supporti leggeri e flessibili. In tutti i casi, è essenziale che i materiali e gli inchiostri siano certificati per il contatto alimentare: anche per la frutta e la verdura di cui non si mangia la buccia, è fondamentale garantire che frontali e inchiostri utilizzati siano sicuri.

Un’alternativa interessante è rappresentata anche dai materiali compostabili, che possono essere smaltiti assieme alla buccia nel compost. A livello europeo è in corso l’elaborazione di un regolamento su imballaggi e rifiuti da imballaggio che prevede entro il 2028 l’obbligo di utilizzo di materiali compostabili per alcuni tipi di imballaggio, tra cui le etichette adesive su frutta e verdura.

Per identificare i materiali idonei per questo tipo di etichette, si fa riferimento al Regolamento (CE) n. 1935/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 ottobre 2004, relativo ai materiali e agli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari e che abroga le direttive 80/590/CEE e 89/109/CEE.

In breve, è conosciuto come il Regolamento MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti), e stabilisce i principi generali per garantire che tutti i materiali che entrano in contatto con alimenti (tra cui anche le etichette, gli imballaggi, i contenitori) siano sicuri, inerti e non alterino la qualità o la sicurezza dell’alimento.

Oltre a questo Regolamento, va citata anche la normativa tecnica europea EN 13432, che definisce i requisiti che un materiale deve soddisfare per essere considerato compostabile.

Inchiostri a bassa migrazione

La stampa dell’etichetta da apporre sulla frutta e sulla verdura richiede (come abbiamo detto poco sopra) l’impiego di inchiostri idonei, in grado di garantire non solo leggibilità e resistenza allo sfregamento in conformità alle normative europee vigenti.

Le formulazioni a base acqua o UV low migration sono le più utilizzate, perché sicure e performanti su scala industriale.

Le prime sono apprezzate per la loro composizione priva di solventi pericolosi, il che le rende ideali per applicazioni “delicate” come appunto l’etichettatura di prodotti alimentari. Gli inchiostri a base acqua garantiscono un buon equilibrio tra resa cromatica, velocità di asciugatura e basso impatto ambientale, e sono adatti anche per produzioni di grandi volumi. Non c’è da temere, quindi, che utilizzando questo tipo di soluzione si ottengano delle etichette di scarso appeal estetico.

Gli inchiostri UV low migration, invece, vengono realizzati con tecniche che riducono drasticamente la possibilità di rilascio di componenti volatili o indesiderati. Questi inchiostri sono formulati in modo specifico per minimizzare la migrazione di sostanze chimiche verso l’alimento, una condizione essenziale per rispettare le normative europee in materia di sicurezza alimentare.

In entrambi i casi, è fondamentale che le formulazioni degli inchiostri siano certificate per il contatto con alimenti, perché l’etichetta potrebbe trasferire sostanze all’alimento in determinate condizioni (calore, umidità, pressione, ecc.). Anche la scelta dell’inchiostro adeguato deve quindi tenere conto del tipo di frutta, del packaging utilizzato e delle condizioni di trasporto e conservazione.

Adesivi removibili e sicuri

L’adesivo è forse il componente più critico, perché è immediatamente a contatto con la superficie del frutto. Deve garantire adesione alla buccia anche in presenza di condensa o delle cere che si usano per “lucidare” alcuni frutti, ma al tempo stesso deve essere facilmente removibile senza lasciare residui. E ovviamente queste performance di resistenza si devono assicurare senza l’uso di sostanze potenzialmente nocive per il consumatore. Le soluzioni più diffuse per questi adesivi sono acrilici a base d’acqua, testati per il contatto alimentare e conformi al Regolamento (CE) 1935/2004.

Come verranno applicate queste etichette? Ovviamente in modo delicato: si può ricorrere a etichettatrici ad aria compressa, che non esercitino una pressione eccessiva e non rovinino il frutto o l’ortaggio.

Le modalità di applicazione che si intende utilizzare sono determinanti per individuare quali materiali possono essere usati, le dimensioni minime e massime dell’etichetta, la sua forma e come deve essere posizionata sul supporto siliconato.

Un conto, infatti, è applicare qualche migliaio di etichette a mano, mentre è tutt’altra faccenda applicarne milioni su linee di produzione industriale ad altrettanti ortaggi e frutti.

Un’etichetta piccola come quelle che si applicano sulla frutta e sulla verdura richiede, come abbiamo visto, una grande conoscenza per essere realizzata con sicurezza e conformità. Chi esporta i propri prodotti, inoltre, deve conoscere anche le regole del Paese di destinazione per essere certo di non vedere la propria produzione bloccata all’ingresso in un nuovo Stato.

Come si può essere certi di non commettere errori che portino a non poter vendere i propri prodotti?

È fondamentale affidarsi per le proprie etichette a un partner esperto e qualificato. Noi di BEL ci occupiamo di etichettatura per prodotti alimentari da decenni. Disponiamo della certificazione BRC, uno dei più prestigiosi standard internazionali per la sicurezza alimentare, e abbiamo un know-how d’eccellenza nel settore che ci permette di trovare sempre le soluzioni più sicure e performanti per ogni prodotto.

Inoltre abbiamo un esclusivo processo di progettazione e realizzazione, che si chiama Easy LaBEL System e che applichiamo a ogni nostro progetto per assicurarti su ogni etichetta:

  • consulenza e assistenza;
  • selezione e test dei materiali;
  • flessibilità e massima personalizzazione;
  • ottimizzazione degli acquisti del cliente;
  • sistema di controllo e gestione delle non conformità.

Le etichette possono rendere più fluida la logistica dei prodotti su cui vengono applicate, e non solo grazie alle informazioni che contengono: quando un’etichetta viene studiata ad hoc, può infatti garantire delle performance ottimali anche in campo gestionale. In che modo? Riducendo ad esempio i volumi necessari per il suo stoccaggio, il peso delle materie prime utilizzate per realizzarla e gli scarti prodotti dal suo utilizzo.

Queste sono tutte promesse mantenute egregiamente dalle etichette linerless, che in alcuni casi possono sostituire l’impiego di etichette autoadesive. Ci sono anche dei punti deboli da tenere in considerazione, come per ogni soluzione di etichettatura.

Ecco le informazioni che ti servono per valutare se le etichette linerless fanno per te.

Che cos’è il liner

Linerless” significa letteralmente “senza liner”: questo è il nome del supporto siliconato su cui sono apposte le etichette adesive pronte per l’utilizzo, e da cui queste ultime devono essere staccate prima di venire attaccate sulla confezione a cui sono destinate.

Il liner può essere realizzato con materiali diversi, che vanno dalla carta kraft, al poliestere (PET), fino alla glassine, detta anche carta super-calandrata, che è quella maggiormente usata. Quest’ultima è una carta molto sottile, resistente alla tensione e semitrasparente. Su tutti questi tipi di materiale viene spalmato uno strato di silicone molto sottile, nell’ordine di pochi micron di spessore.

Nel caso delle etichette linerless invece, la siliconatura viene applicata al frontale dell’etichetta, in quantità ancora inferiori rispetto ai liner tradizionali (una eccessiva quantità di silicone potrebbe infatti impedire la scrittura sull’etichetta). In questo modo, si evita che l’adesivo sul retro dell’etichetta ne impedisca il distacco. In sostanza questa combinazione fa diventare il rotolo di etichette come una sorta di nastro adesivo, che però potrà anche essere sovrastampato con i dati variabili necessari alla logistica: indirizzo di spedizione, scontrini dei reparti di un supermercato, eccetera.

Vantaggi del linerless: ridurre i rifiuti e i tempi

Dal momento che il liner può arrivare a rappresentare quasi la metà del materiale necessario per realizzare un’etichetta autoadesiva e che dopo l’utilizzo viene generalmente buttato tra i rifiuti, è facile comprendere come questo componente abbia un peso importante sulla produzione di scarti delle etichette. Anche se esistono dei progetti virtuosi di recupero del liner, in generale questi supporti vengono semplicemente gettati una volta che le etichette sono state rimosse dalla loro superficie e applicate altrove.

Scegliendo un’etichetta linerless, quindi, non si produce lo scarto del liner. I rotoli linerless hanno un diametro e un peso minori, proprio perché si elimina una percentuale importante di materiale, e questo li rende più facili da trasportare e più comodi da stoccare.

Inoltre scegliendo una soluzione linerless è possibile avere più etichette in un unico rotolo a parità di peso e diametro, riducendo così il tempo e il numero dei cambi rotolo in fase di applicazione.

Svantaggi del linerless: prestazioni e applicazioni

I punti deboli di una soluzione di etichettatura senza liner sono di diverso tipo, e possono renderla inadatta a diverse applicazioni. Ecco qualche esempio:

  • Adesività relativamente bassa: ciò significa che il materiale aderisce bene solo su superfici pulite, regolari, piane e non problematiche.
  • La forma delle etichette deve essere rettangolare: non possono essere realizzate etichette tonde, ovali o sagomate.
  • Deve essere stampata un’etichetta alla volta, che verrà subito applicata (print & apply), con dati variabili: una soluzione linerless non è adatta nel caso si volessero stampare in un primo momento due o più etichette per poi applicarle successivamente.
  • Non si possono utilizzare bilance ed applicatori standard: sono necessari macchinari costruiti specificamente per questo tipo di materiale.
  • Gli applicatori richiedono maggiore attenzione e pulizia più frequente del sistema di taglio delle etichette: si accumulano velocemente filamenti di adesivo che finiscono per bloccare l’apparecchio.
  • La gamma di frontali utilizzabili si riduce alla sola carta termica protetta: attualmente questo materiale non è certificato come bio-compostabile.
  • Le etichette linerless non sono quasi mai personalizzate con loghi, fondi colorati o altre stampe: per poterle personalizzare, sono necessari volumi elevati, il costo aumenta notevolmente e la stampa potrà solo essere continua (senza inizio/fine), come per i rotoli dei registratori di cassa.

Meglio quindi valutare bene le proprie esigenze prima di scegliere delle etichette senza liner.

Diversi tipi di etichette: cosa cambia tra linerless o striped linerless

Non esiste un unico tipo di etichette linerless. Le due principali categorie in cui possono essere suddivise sono:

  • etichette linerless classiche: sono completamente adesive
  • etichette striped linerless: hanno strisce adesive e zone non adesive.

Entrambe le tipologie di etichette possono avere una lunghezza variabile anche all’interno dello stesso rotolo. Per realizzarle servono delle stampanti apposite, che hanno anche un meccanismo di taglio, e per applicarle automaticamente è necessario un sistema appositamente progettato.

Quali sono le principali differenze tra questi tipi di etichette?

Le etichette linerless, dal momento che l’adesivo copre tutta la superficie del loro retro, possono arricciarsi o attaccarsi tra loro se sono realizzate con materiali inadeguati e se non sono conservate e applicate con cura. Nelle etichette striped linerless questo rischio è minore, proprio perché l’adesivo non è applicato su tutta la superficie ma su strisce alterne: questo le rende più facili da maneggiare, grazie alle loro aree non adesive, e limita il rischio di incollamento tra gli strati di uno stesso rotolo.

Le applicazioni di queste due tipologie di etichette possono essere diverse. Le linerless sono ideali, ad esempio, per la realizzazione di tag e scontrini per la grande distribuzione. Con le etichette striped linerless si possono invece realizzare delle fascette per avvolgere le confezioni completamente o per personalizzarle con una fascia a C , a U o apposta solo sulla parte superiore del packaging. Sono adatte all’applicazione su scatole, vaschette o anche skin pack, dal momento che queste etichette non aderiscono completamente alla confezione ma solo nei punti in cui è presente l’adesivo, e si evitano quindi le grinze antiestetiche che possono comparire se si applica un’etichetta completamente adesiva su una superficie irregolare.

Dopo aver letto questo articolo le etichette linerless ti hanno incuriosito?

Se vuoi sapere se potrebbero essere adatte anche alle tue esigenze, puoi chiedere una consulenza al team BEL: siamo a tua disposizione per individuare l’etichetta perfetta per le tue necessità.

Grazie al nostro esclusivo processo di progettazione e realizzazione Easy LaBEL System e al nostro know-how d’eccellenza, ti garantiamo sempre e solo etichette sicure e performanti che ti assicurano:

  • Consulenza e assistenza;
  • Selezione e test dei materiali;
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  • Sistema di controllo e gestione delle non conformità.

Un’etichetta che deve essere apposta su un prodotto fresco e un’etichetta per, ad esempio, dello scatolame di cibo secco possono essere uguali? Assolutamente no.

Le etichette per gli alimenti devono rispettare moltissime regole per essere considerate idonee al commercio. Non si tratta solo di normative relative ai contenuti scritti, che vengono disciplinati a livello nazionale o europeo, ma anche di direttive relative ai materiali che si possono utilizzare per la realizzazione delle etichette (e di tutto il packaging). E oltre a questo ci sono altre regole a cui è necessario fare attenzione: sono quelle del buon senso, che indicano le decisioni da prendere per assicurarsi di avere un’etichetta leggibile e resistente nelle condizioni in cui viene utilizzata.

L’ambiente di conservazione di un prodotto secco e di uno fresco sono completamente diversi tra loro, quindi è necessario che le etichette vengano progettate (e realizzate) in modo conforme a quello che sarà l’utilizzo che ne deve essere fatto.

A cosa devi fare attenzione se la tua etichetta deve andare in frigorifero? Ecco come evitare di scegliere un’etichetta inadeguata (e di dover ritirare le tue confezioni dal commercio…).

Cosa succede a un’etichetta in frigo?

Il frigorifero conserva al meglio ogni tipo di alimenti freschi, ma non si può dire che sia l’ambiente ideale per conservare ogni tipo di etichetta. Il problema principale di questo elettrodomestico è l’umidità che si forma al suo interno: un’etichetta di carta, ad esempio, si deteriora molto velocemente in un ambiente umido. Con il risultato di strapparsi facilmente o di diventare illeggibile.

E la condensa può anche fare sì che l’etichetta si stacchi, se l’adesivo non è resistente all’acqua o, peggio, se è idrosolubile.

Come ben sai, un alimento con un’etichetta mancante, rovinata o che non si legge è destinato a dover essere distrutto, perché non è possibile risalire alle informazioni utili per la sua tracciabilità, la sua scadenza o la sua composizione. E anche se fosse comunque leggibile, quindi in regola con le normative vigenti, è molto difficile che un cliente scelga di comprare una confezione con un’etichetta deteriorata.

La scelta dei materiali

Come abbiamo già detto poco sopra, una carta qualunque non è adeguata per realizzare delle etichette che resistano in frigorifero.

Tra i materiali più adatti per il frontale ci sono sicuramente quelli di derivazione plastica. Il polipropilene (PP), ad esempio, garantisce non solo resistenza all’umidità e alla condensa, ma è anche impermeabile e resistente alle basse temperature. Inoltre è un materiale che non teme le sollecitazioni meccaniche come urti o graffi, e quindi preserva la leggibilità dell’etichetta anche in caso di una movimentazione poco attenta delle confezioni.

Nessun timore nemmeno per la resa estetica dell’etichetta, perché il polipropilene può essere realizzato in moltissime finiture diverse, lisce, opache e anche trasparenti. Se si vuole realizzare una confezione più sostenibile, è possibile studiare delle etichette che vengano smaltite nella raccolta differenziata assieme al packaging su cui sono apposte.

Un altro materiale adatto alla conservazione in frigorifero sono le carte barrierate, le carte protette da un coating specifico e le carte cosiddette “anti-spappolo”, tutte disponibili in tantissime finiture diverse. Oppure è possibile trattare la carta con laminazioni e plastificazioni per aumentarne la resistenza all’umidità.

Quale adesivo utilizzare?

Non vanno evitati solo gli adesivi idrosolubili, ma anche quelli che non resistono alle basse temperature: quando un’etichetta deve essere apposta su un prodotto fresco da conservare in frigorifero, è opportuno optare per un adesivo acrilico se la superficie di applicazione è asciutta, mentre si deve preferire un adesivo a base gomma se la superficie è umida.

In particolare, si devono scegliere adesivi specificamente formulati per resistere a freddo e umidità combinati. Alcune colle, infatti, cristallizzano a temperature troppo basse, causando il distacco dell’etichetta.

Le soluzioni sul mercato sono moltissime, con adesivi testati per resistere addirittura a un range di temperatura da -40° a +70°: ovviamente se l’etichetta deve solo andare in frigorifero queste prestazioni non sono necessarie, e per questo è essenziale affidarsi a un etichettificio che analizzi con attenzione il prodotto e il suo ciclo di vita, in modo da proporre una soluzione altamente performante e studiata appositamente per ottimizzare i costi dell’etichetta, i suoi tempi di applicazione, la sua resistenza e tutte le prestazioni che deve garantire.

Attenzione alla stampa!

L’umidità può avere un effetto deleterio sulle etichette stampate perché quando la carta su cui sono stampate si screpola e si stacca rende illeggibili le informazioni riportate.

L’inchiostro scelto deve infatti essere compatibile con il materiale selezionato per il frontale dell’etichetta, che si tratti di polipropilene, poliestere o carta barrierata. Deve inoltre essere certificato per l’utilizzo in ambito alimentare, e in alcuni casi (ad esempio quando il prodotto da etichettare ha un alto contenuto di grassi) può anche essere necessario scegliere un inchiostro adeguato al contatto alimentare, che non si trasferisca sull’alimento.

Una volta selezionati tutti i materiali adeguati nel rispetto delle normative vigenti e superata la fase di testing dei prototipi, la tua etichetta sarà pronta per essere applicata sui prodotti da frigorifero e per resistere senza difficoltà.

Come si fa a rendere sempre veloce ed efficace questo processo? Noi di BEL, con il nostro esclusivo processo di progettazione e realizzazione Easy LaBEL System, ti garantiamo etichette belle, sicure e ad alte prestazioni anche per l’uso in frigorifero, che ti assicurano sempre:

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  • ottimizzazione degli acquisti del cliente;
  • sistema di controllo e gestione delle non conformità.

Sono una scelta elegante che permette di valorizzare i prodotti più “belli da vedere” e di renderli premium agli occhi dei potenziali clienti, facendoli scegliere tra le altre alternative a scaffale: per questo le etichette trasparenti vengono scelte prevalentemente per le confezioni di alimenti e in alcuni casi anche per i cosmetici.

Ma sono anche una scelta che può nascondere delle insidie e che richiede una particolare attenzione in fase di progettazione e di realizzazione.

Ecco gli errori che devi assolutamente evitare se vuoi che le tue etichette trasparenti siano non solo funzionali ma anche esteticamente impeccabili.

Scegliere i materiali sbagliati

Non tutti i materiali adesivi hanno lo stesso grado di trasparenza. Ad esempio, i film in PE sono meno trasparenti di quelli in PP. Lo stesso vale per diversi tipi di adesivi: gli hotmelt lo sono molto meno degli acrilici.

Se si vuole avere delle etichette con una trasparenza il più possibile cristallina, bisogna scegliere i materiali adatti: esistono combinazioni di frontali, adesivi e supporto siliconato, chiamati generalmente “clear on clear”, che danno un effetto “no label look”. Questo significa che non fanno percepire al cliente finale la presenza dell’etichetta, perché sembra che la stampa sia stata fatta direttamente sul contenitore. Generalmente questa è una scelta apprezzata per le bottiglie di alcolici oppure per i profumi.

Sottovalutare l’importanza del contrasto e dei font

Uno degli errori più comuni è non considerare adeguatamente il contrasto tra il testo dell’etichetta e il colore del prodotto. Se, ad esempio, la confezione da etichettare contiene un prodotto di colore chiaro, è necessario che i testi sull’etichetta vengano scritti con un inchiostro scuro.

Anche la scelta del font è cruciale per garantire la leggibilità. Sono quindi da evitare caratteri troppo elaborati o decorativi che possono risultare difficili da leggere su superfici trasparenti. Optare per font semplici come Arial o Helvetica, che offrono una maggiore chiarezza visiva, può essere una scelta intelligente. Inoltre, ci si deve sempre assicurare che la dimensione del carattere sia sufficientemente grande da garantire che le informazioni siano facilmente leggibili.

Quindi un’etichetta trasparente sarà per forza noiosa e poco creativa? Assolutamente no: le combinazioni di colori e font utilizzabili sono sempre moltissime e, se ci si rivolge a un partner esperto e qualificato, sarà sicuramente possibile avere un’etichetta trasparente che non passa affatto inosservata.

Trascurare la qualità della stampa

La qualità della stampa è fondamentale per tutte le etichette, e in particolar modo per quelle trasparenti. Un errore che devi assolutamente evitare è quello di utilizzare inchiostri o tecniche di stampa che non aderiscono bene al materiale trasparente che hai scelto per le tue etichette. Questo può causare sbavature o sbiadimenti nel tempo.

È importante collaborare con un fornitore di etichette che non solo utilizzi tecnologie di stampa avanzate ma che soprattutto sia in grado di selezionare gli inchiostri adatti ai materiali trasparenti. Solo così potrai assicurarti che l’etichetta mantenga la sua qualità e leggibilità nel tempo.

Ad esempio, per garantire il contrasto necessario alla lettura, sotto le parti stampate dell’etichetta è sempre necessario uno strato di bianco coprente; a volte serve addirittura un doppio strato.

Si può stampare il bianco solo sotto gli altri colori. A volte quindi è necessario fare una sezione dell’etichetta a fondo bianco per avere uno sfondo con contrasto sufficiente nel caso il cliente debba sovrastampare informazioni variabili, come lotto di produzione, peso della confezione, barcode…

L’unico caso nel quale non serve lo sfondo bianco, è quando si applica l’etichetta trasparente su un contenitore bianco, una scelta che spesso si fa nei prodotti cosmetici o in quelli per la cura della persona e della casa.

Sovraccaricare l’etichetta con troppe informazioni

Il bello di un’etichetta trasparente è proprio il suo aspetto minimal e il fatto che lascia pregustare il prodotto che sta personalizzando. Quindi non devi assolutamente commettere l’errore di cercare di inserire troppe informazioni sull’etichetta trasparente, soprattutto se è di dimensioni ridotte.

È molto più facile, putroppo, rendere confusa e difficile da leggere un’etichetta che non ha uno sfondo a contrasto, come le semplici etichette bianche con testi stampati in nero. Per questo è importante mantenere un design pulito e ordinato, concentrandosi sulle informazioni essenziali e utilizzando elementi grafici selezionati con cura per migliorare la comprensione del prodotto. Organizzare le informazioni in modo logico e chiaro aiuta i consumatori a trovare rapidamente ciò di cui hanno bisogno. E poi, come ti spieghiamo al prossimo punto, devi tenere conto delle informazioni che non puoi assolutamente omettere…

Ignorare le normative legali

Questo è un principio che vale per tutte le etichette, e quelle trasparenti non possono fare eccezioni. Soprattutto se lavori nel settore alimentare, sai che le etichette per i tuoi prodotti devono rispettare normative specifiche riguardanti le informazioni obbligatorie da riportare: quindi non puoi assolutamente pensare di omettere qualche informazione perché magari “rovina” la resa grafica della tua etichetta!

Assicurarsi che tutte le informazioni richieste dalle normative vigenti siano presenti e facilmente accessibili al consumatore è fondamentale per evitare problemi legali e mantenere la fiducia dei clienti nei tuoi prodotti e nella tua azienda.

Non pensare alle modalità d’applicazione dell’etichetta

Anche l’applicazione deve essere studiata con attenzione. Se le etichette trasparenti vengono applicate a mano, non c’è problema; se invece vengono applicate in automatico, l’applicatore utilizzato dovrà avere un sensore che “legge” la differenza di spessore.

La maggior parte degli applicatori sono dotati di una fotocellula che legge la differenza di trasparenza, che però evidentemente non funziona nel caso di un’etichetta trasparente. È essenziale informare il produttore delle etichette sulle modalità di applicazione, oppure, si rischia di non poter usare le etichette ordinate una volta pronte.

Se non è possibile o è troppo costoso dotare l’applicatore dei sensori adatti, ci sono altre possibilità da valutare: si può ad esempio stampare sul retro del supporto siliconato una sezione in colore nero o grigio scuro, in corrispondenza dell’interspazio oppure dell’intera etichetta.

Non testare l’etichetta sul prodotto finale

Questo è uno degli errori più critici che puoi fare: non testare l’etichetta sulla confezione del tuo prodotto prima di avviare la produzione in serie può rivelarsi un boomerang per le tue vendite.

Le variabili come il colore del prodotto, la forma del contenitore e le condizioni ambientali possono influenzare notevolmente l’aspetto e la tenuta dell’etichetta una volta applicata. Effettuare test su campioni reali aiuta a identificare eventuali problemi di leggibilità o estetica prima che diventino un problema su larga scala.

Vorresti delle etichette trasparenti per i tuoi packaging ma hai paura di commettere degli errori nella loro realizzazione?

Noi di BEL possiamo aiutarti: con il nostro esclusivo processo di progettazione e realizzazione Easy LaBEL System, ti garantiamo etichette perfettamente leggibili, belle, sicure e resistenti, che ti assicurano sempre:

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  • Sistema di controllo e gestione delle non conformità.

Preservare la freschezza degli alimenti e, allo stesso tempo, assicurare la massima semplicità di utilizzo della confezione: le etichette apri e chiudi sono progettate per consentire la chiusura e la riapertura dei pack dopo che sono stati aperti, mantenendo l’integrità del contenuto. Queste etichette sono particolarmente utili in settori come quello alimentare, dove è fondamentale preservare la freschezza e la qualità dei prodotti dopo il primo utilizzo.

Ovviamente, non tutte le etichette apri e chiudi sono uguali. Alcune richiedono delle accortezze particolari, per via del loro settore di applicazione o per venire incontro alle esigenze produttive dell’azienda che le richiede.

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Come sono fatte le etichette apri e chiudi?

Per consentire l’apertura e la richiusura dell’etichetta, è essenziale selezionare e testare con cura i materiali da utilizzare per realizzarla, tenendo conto delle caratteristiche della confezione su cui deve essere applicata.

Per selezionare l’adesivo giusto, ad esempio, è necessario valutare se l’etichetta apri e chiudi deve essere apposta su una confezione flow pack, che quindi è impacchettata con un film plastico ed ha una superficie molto liscia, oppure su un pack in cartoncino.

Nel primo caso è possibile utilizzare un adesivo permanente con una tenuta forte, che potrà essere staccato e riattaccato più volte senza intaccare il packaging.

Nel secondo caso, invece, è necessario selezionare un adesivo meno forte, oppure staccando l’etichetta si rimuoverà (o si strapperà) la carta sottostante, con il risultato di rendere impossibile richiudere il pacchetto.

A seconda delle esigenze specifiche del prodotto e delle condizioni ambientali in cui verranno utilizzate, le etichette apri e chiudi possono essere realizzate utilizzando diversi materiali:

  • Polipropilene (PP): è uno dei materiali più comuni per le etichette apri e chiudi grazie alla sua resistenza e versatilità. Può essere utilizzato in versioni sia trasparenti che opache, ed è particolarmente efficace per applicazioni che richiedono una buona resistenza agli agenti refrigeranti e all’umidità.
  • Polietilene (PE): questo materiale è spesso utilizzato per la sua flessibilità e resistenza, che lo rendono adatto alle etichette che devono adattarsi a superfici irregolari.
  • Carta adesiva: utilizzata per etichette che non necessitano di resistenza all’acqua o agli agenti chimici. La carta può essere trattata per migliorare la sua durabilità, ma generalmente è meno resistente rispetto ai materiali plastici.
  • Carta barrierata: alcune etichette apri e chiudi sono realizzate con carta barrierata all’ossigeno, che aiuta a mantenere la freschezza dei prodotti alimentari prolungando la loro shelf-life.

Ölz der Meisterbäcker: un’etichetta apri e chiudi particolare

Di recente il team BEL ha elaborato un’etichetta apri e chiudi per un nostro storico cliente, Ölz der Meisterbäcker. L’azienda produce prodotti da forno di alta qualità per il mercato austriaco, che vengono esportati anche in Germania, Svizzera, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Italia.

La richiesta dell’azienda era un’etichetta apri e chiudi:

  • con un look&feel minimal
  • che venisse riconosciuta facilmente da parte delle macchine applicatrici
  • con una linguetta non adesiva per agevolare la rimozione.

La soluzione BEL:

  • Abbiamo scelto il polipropilene trasparente come materiale per l’etichetta: in questo modo l’effetto è quello di una stampa applicata direttamente sulla confezione, e l’etichetta risulta quasi invisibile mentre si vede chiaramente la freccia marrone che indica da dove staccarla.
  • Abbiamo realizzato la tacca nera per il supporto siliconato dell’etichetta, in modo che venisse riconosciuta dalla macchina applicatrice anche se è trasparente. La tacca viene eliminata in fase di applicazione.
  • Abbiamo neutralizzato l’adesivo su una parte del retro dell’etichetta con il silicone. In questo modo si crea una linguetta che agevola l’impugnatura dell’etichetta per staccarla e riattaccarla con semplicità.

Con questa etichetta abbiamo esaudito tutte le richieste del nostro cliente, fornendogli un prodotto in linea con la qualità elevata dei suoi prodotti. Tutto grazie al nostro esclusivo processo di progettazione e realizzazione Easy LaBEL System, che comprende sempre:

  • Consulenza e assistenza;
  • Selezione e test dei materiali;
  • Flessibilità e massima personalizzazione;
  • Ottimizzazione degli acquisti del cliente;
  • Sistema di controllo e gestione delle non conformità.
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